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Abitare il tempo. Il contract italiano va a Teatro

 
     

Un grande progetto risultato della sinergia di un team selezionato e abilmente coordinato dal Contractor Fontana Grande.


La ristrutturazione del Teatro della Commedia di Baku ha fornito l’occasione ad aziende e studi professionali italiani per costruire un “benchmark” per i grandi appalti internazionali legati al mondo della cultura (teatri, biblioteche,musei…).

Le imprese, le professionalità e le abilità italiane possono primeggiare nel mondo in fatto di progettualità, competenza, capacità. L’evento Il Contract italiano va a Teatro, esibito nel contesto di Abitare il Tempo 100% Project (Verona, 21-23 ottobre) lo dimostra. Si tratta di una brillante case history, la ristrutturazione del Teatro della Commedia Musicale di Baku (Azerbaijan) da parte di un gruppo di imprese italiane organizzate dal General Contractor Fontana Grande (Schio).

Case history perché lo spazio in fiera è stato allestito in modo da raccontare il progetto nel suo insieme (tempi, modalità, soluzioni progettuali e impiantistiche, scelta dei materiali…), per presentare al mercato i protagonisti, per proporsi in analoghe situazioni e per suggerire alle imprese italiane un vero e proprio metodo di lavoro. “Vorremmo raccontare a chi ci visita - che esiste in Italia la possibilità di trovare professionisti e aziende in grado di interfacciarsi e lavorare insieme per dare un prodotto di qualità; cioè un prodotto definito in tutti i suoi aspetti tecnici e progettuali e che al tempo stesso risponda ai desideri del committente e che quindi sia coerente e completo nel suo insieme”.

La gara d’appalto non è stata delle più semplici. I concorrenti erano molto agguerriti. “I concorrenti – ricorda Corrado Dalla Fontana (FontanaGrande) – avevano una estrema specializzazione nella capacità di produrre rendering straordinari. Se li avessimo seguiti sul loro terreno molto probabilmente avremmo perso. Abbiamo scelto la strada, apparentemente più difficile, di presentare il progetto non solo e non tanto come “fotografia” (cioè il punto di arrivo) bensì proprio come processo, illustrando le varie fasi della costruzione, la loro complessità, la necessità indispensabile di un coordinamento assoluto”.

Baku, circa tre milioni di abitanti, conta più di 10 teatri: il teatro della Commedia Musicale, il teatro del Dramma, il teatro del Dramma russo, il teatro dell’Opera e Balletto... e non si tratta di “fiori all’occhiello”, per così dire: a teatro la gente ci va davvero, si tratta di una istituzione tuttora radicata nel modo di vivere e di fare cultura. Forse anche per questo si tratta di un genere di lavori, gestiti direttamente dallo Stato, fino ad ora non erano stati quasi mai esternalizzati. Il progetto italiano è riuscito a spuntarla “anche e soprattutto – ricorda Corrado dalla Fontana – per il tipo di progettualità che ha saputo cogliere l’esigenza del Committente (un teatro classico) e svilupparla in modo coerente e completo: un teatro italiano, un grande teatro classico italiano e “all’italiana”, e per giunta fatto da italiani”. “Abbiamo interpellato e coinvolto alcune aziende, soprattutto studi professionali, con cui già collaboravamo, professionisti di consolidata esperienza in tutti i campi necessari a questo tipo di progetto (architettonico, decorativo, strutturale, impiantistico, acustico, scenografico).

Visto che i tempi erano brevi era importante avere già un linguaggio comune. Dobbiamo ricordare che tutta la fase fra il bando internazionale e la presentazione del progetto si svolge nell’arco di pochissimi giorni: 3-4 giorni per costruire una squadra che sia disponibile, nell’arco di 2-3 settimane, ad andare a fare un sopralluogo e poi nell’arco di trenta giorni a realizzare il progetto preliminare, corredato da preventivo, e presentarlo al committente. Tutte fasi, come ben si può comprendere, delicatissime per l’ottenimento della commessa”. Come sempre, si cerca gente che abbia voglia e capacità di lavorare e disponibilità a farlo come e quando occorra. Il progetto è imponente: al posto dei rendering (che arriveranno in un secondo momento), il team di lavoro sceglie di realizzare delle tavole, disegnate a mano, per dare al teatro una immagine ancora più “reale” del rendering. “Sono state realizzate ben 270 tavole che erano la sintesi visiva di tante differenti professioni, materiali, conoscenze.

Si andava dal gruppo delle imprese specializzate nella progettazione e nel restauro fino ai fornitori dei pavimenti lapidei, della produzione dei gessi, dei pavimenti in legno, della lavorazione della creta, dei tessuti, dell’illuminazione. E per ciascuna di queste fasi siano riusciti a coinvolgere aziende ricche di straordinaria competenza”. Anche sotto l’aspetto squisitamente stilistico il lavoro non è stato semplice. “Se ci riferiamo allo straordinario patrimonio monumentale italiano vediamo che abbiamo quasi ovunque una serie di sovrapposizioni per cui qualsiasi monumento che noi andiamo a visitare contiene in sé delle cose del tempo in cui è stato prodotto, e magari delle cose delle epoche precedenti insieme a qualche elemento di “modernismo” e quindi di futuro. In questo modo anche nel lavoro che abbiamo fatto a Baku abbiamo cercato di mediare, così che ciascun intervento stilistico fatto potesse risultare storicamente e artisticamente credibile”.


100% Project - Abitare il Tempo


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